Classicone.
Ragazza col turbante
1665-66 circa
1665-66 circa
Johannes Vermeer (1632-1675)
olio su tela cm 44,5x39
Mauritshuis, Aia.
Mauritshuis, Aia.
Vuoi per Scarlett Johansson, vuoi per il romanzo ispirato di Tracy Chevalier, vuoi che si è stati attenti alla lezione di storia dell'arte del liceo, la Ragazza con l'orecchino di perla (c.1665) -che in realtà è Ragazza col turbante- fa parte del nostro immaginario collettivo.
La vidi finalmente nel febbraio 2017 quando andai a trovare il mio papi che in quel momento lavorava in Olanda. Stavamo a Dordrecht e da lì in cinque giorni abbiamo visto Amsterdam, Rotterdam, L'Aia e Scheveningen (perché volevo vedere il mare del nord).
Il dipinto in questione si trova a L'Aia. Se non siete scemuniti come la sottoscritta, già saprete che se ti metti a cercare L'Aia su una cartina olandese puoi anche affogarti in un canale, tanto non la trovi. Sì, perché è Deen Haag. Già. L'Aia è italiano, così come The Hague è inglese e La Haye in francese. Affacciati su un laghetto in pieno centro, con tanto di isolotto, si specchiano il Binnehof e la nostra destinazione, la Mauritshuis: dimora di un generale collezionista ora adibita a museo. Il dipinto ci aspetta in una delle ultimissime sale, un salottino dalle pareti foderate di stoffa verde brillante.
Oltre ad essere di una bellezza suggestiva, accentuata da questo sfondo scuro da cui emerge e che le dona una potente connotazione psicologica, è veramente affascinante. Ma perché ci affascina tanto? Io credo, prima di tutto, perché non sappiamo chi sia. Dite che è una stupidaggine? La seconda cosa che tutti sappiamo su questo dipinto è che è stato soprannominato "la Gioconda del Nord". Vedete? Il suo fascino risiede nella sua enigmaticità, il suo sguardo ci sorprende e ci lascia perplessi. Vi esorto a prendere un libro, -o andarla a vedere!- perché dovete osservare la pelle opalescente, il riflesso su quella perla, ma soprattutto i tocchi di luce, i globuli di luce che sono il marchio di fabbrica del caro Johannes Vermeer. Attraverso un uso originale della camera ottica con cui osservava la scena da lui composta prima di dipingerla, Vermeer disegnava con i colori e modellava con la luce attraverso una sorta di pointillisme che lo aiuta a spargere questi globuli di colore bianco sulle parti maggiormente illuminate; ciò le rendeva brillanti e vibranti.
Di certo, come si potrà vedere da altri dipinti, l'universo femminile lo affascinava particolarmente; le sue scene domestiche rappresentano un mondo misterioso e complicato, quello della donna, denso di significati, dove gli piaceva addentrarsi in punta di piedi per coglierne sospiri sfuggiti, sorrisi accennati, espressioni fugaci del volto.


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